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12 dic, 2017

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Abitare la città

come  un bene da coltivare.

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Abitare la città come un bene da coltivare

Da ormai trent’anni stiamo intrecciando le nostre proposte sociali e ambientali con città e paesi del vicentino. Dalle prime esperienze di vicinanza a mondi difficili di marginalità e disagio giovanile ed adulto abbiamo subito imparato che il territorio non era semplicimente il posto dove “fare delle iniziative” e “rendersi visibili” e neanche  dove poter e dover essere solo degli attori attenti, responsabili e propositivi, ma un vero e proprio terreno in cui “impiantarsi”, mantenendo scambi vitali e continuativi, in una logica di reciprocità che va oltre ogni utile, calcolo o funzionalità immediata.

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01.02.2010
COMUNICATO STAMPA

Pur non essendo direttamente coinvolti nelle vicenda dell’assegnazione ad alcune associazioni cittadine dell’area in via Rossi (“ex-bocciodromo”), esprimiamo alcune considerazioni che, al di là degli aspetti formali sul bando su cui non abbiamo titolo per intervenire, vengono dalla nostra esperienza che da fine anni ’70 ha cercato di “abitare la città e farsi abitare dalla città” con varie iniziative sociali ed ambientali. 

Abbiamo imparato come sia importante offrire alla città luoghi che possano diventare ‘crocevia’ di proposte a beneficio dell’intera collettività, svolgendo cioè un ruolo non rispondente ad un ‘uso privato’ di spazi civici, ma di ‘pubblica utilità’ e all’interno dei programmi di sviluppo che la città si è data anche valorizzando i differenti apporti che vengono dalle varie sensibilità e culture presenti.

Proporre e chiedere, quindi, programmi di attività che non si chiudano, che non siano solo “per i propri”, ma si aprano sempre più alle esigenze di giovani, anziani, famiglie, quartiere… e a una pluralità di azioni che il governo municipale stimola, indirizza, coordina e monitora per il bene della comunità locale. 

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raccontare
L’ALTROVE DELLA POLITICA

relazione di Marco Vincenzi all'assemblea nazionale CNCA,
Grottaferrata 18.12.2008
 

I luoghi, i contenuti e le forme in cui si manifesta la politica oggi non riescono e non possono contenere le esperienze che come minoranze (non solo noi!) stiamo con passione e fatica portando avanti.
Per questo non dobbiamo solo resistere, ma abbiamo necessità di indicare, raccontandolo, l’altrove della politica che vogliamo vivere e rappresentare.

Raccontare un altrove della politica crea interruzione (interrompe, prende le distanze da certi modi di fare e pensare la politica) e genera dislocazione (= sposta di luogo, portando altrove criteri-stili-obiettivi della politica).  

Questo ‘altrove’ della politica visto dal CNCA può essere alimentato da due cornici di pensieri di donne – una iniziale e una finale -, dentro alle quali segnalo 3 condizioni per una soggettività politica del CNCA oggi, riprendendo i nuclei di riflessioni contenuti nel testo “decrescere per il futuro”.  

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